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Ampezzo
sorge
poco a monte della confluenza del torrente Lumiei con il
Tagliamento. Il paese ha origini antiche e, prescindendo
da Zuglio, è il paese carnico di cui si ha più antica
menzione, trovandosi citato in un documento del 762,
quando tre fratelli longobardi fondarono un monastero di
monache presso Povoletto, stabilendone regole
e dotazioni. Tra i beni dotali vennero inseriti anche
alcuni fabbricati ampezzani. Conferme di quella che
potrebbe essere
definita “età longobarda” vengono anche dal rinvenimento di anelli,
bracciali in bronzo, tipici di quel periodo.
Dopo qualche decennio di cui le
notizie storiche sono particolarmente frammentarie e di
fonte scarsamente attendibile, si può parlare di una
fase patriarcale: per volere di Enrico IV, Friuli e
Carnia vanno in feudo a Sigeardo, patriarca di Aquileia
ed il Patriarca, dal 1077 al 1420 ne sarà
istituzionalmente il “capo”.
Alla fine del 1420 la Carnia passò
sotto il governo della Serenissima e da quella data
Ampezzo avrà con Aquileia legami di ordine
esclusivamente ecclesiastico. La Repubblica Veneta
confermò la validità del precedente ordinamento,
mettendo a carico di ogni borgo le spese per la
custodia dei beni riservati all’arsenale della Repubblica stessa e
ribadendo l’obbligo della custodia dei passi e della
manutenzione di strade e ponti. In questo periodo
andarono affermandosi lo stile architettonico carnico e
l’arte dell’intaglio.
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Il dominio
della
Repubblica Veneta si protrasse fino alla fine del ‘700,
quando il Trattato di Campoformido (si era, appunto,
nel 1797) cancellò, in pratica, la
Repubblica Veneta dalle carte geografiche. Dal 1797 al
1805 la Carnia restò sotto l’occupazione
austro –
ungarica e solo il 26 dicembre del 1805 venne annessa al
Regno d’Italia per la prima volta. Nel 1814, però,
gli Asburgo
divennero
di nuovo padroni della Carnia, che, dall’anno successivo
fece parte del Regno Lombardo – Veneto.
Quattro anni dopo il nuovo
insediamento asburgico, Ampezzo divenne sede
dell’Ufficio commissariale e del Censo, mentre in ambito
scolastico, la scuola elementare fu sussidiata dal
Comune e contemporaneamente iniziò a funzionare
l’Ispettorato scolastico. Inutile sottolineare
l’importanza che queste attribuzioni conferirono al
Comune, pervaso da grande attivismo
ed imprenditorialità, fatto che rese la situazione
economica particolarmente florida.
Ma
tutta la
vallata (e gli ampezzani in prima fila) si dimostrò
sensibile agli ideali di libertà ed indipendenza,
indipendenza che
si concretizzò il 15 ottobre 1866,
quando la Carnia fu definitivamente annessa all’Italia.
L’annessione al Regno Sabaudo fu
salutata con grande entusiasmo ed Ampezzo, liberata da
ordinamenti polizieschi e di controllo, assume via via
sempre maggiore importanza. Appena ultimato, il Palazzo
municipale ottenne la Pretura, divenne sede di
importanti convegni ed innalzandosi al rango di centro
culturale della Carnia intera. Sono di quel periodo
l’acquedotto, la latteria sociale e la prima centrale
elettrica. In questo clima di grande impegno sociale e
culturale venne definita anche la questione dei boschi
demaniali e si pensò, addirittura, alla costruzione di
una ferrovia che avrebbe dovuto allacciare la Carnia
al Cadore.
Ampezzo,
naturalmente, fu
in prima fila per la realizzazione di questi due
progetti, consorziandosi con gli altri comuni interessati.
Il primo progetto, quello dei boschi, trovò puntuale
definizione: i boschi, che automaticamente erano passati
dalla Repubblica Veneta allo Stato italiano, vennero, in
pratica, acquistati dai comuni consorziati per la somma
di 455.000 lire e così Ampezzo, con la legge del 2
luglio 1875 riebbe i suoi antichi possedimenti. Il
secondo progetto, quello più ambizioso, della ferrovia,
invece non andò in porto: dopo aver studiato il
tracciato, proposto un progetto ed apportate tutte le
pratiche burocratiche da proporre alle autorità
competenti, tutto andò in fumo. Si parlò (corsi e
ricorsi storici…) di questioni “politiche”, di ordini
partiti da Tolmezzo e cominciò il gioco dello
scaricabarile: il prezzo da pagare all’annessione allo …
Stato italiano!
Associazioni ed Enti di Ampezzo
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