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3°  titolo di campione carnico


 


’Ampezzo all’ultimo minuto conquista lo scudetto carnico
IL CAVAZZO BATTUTO DI MISURA NELLO SPAREGGIO A ENEMONZO

 

Ampezzo-Cavazzo 2-1

AMPEZZO: Sacher, Luca, Di Gallo II, Cigni, Iosio, Petris, Di Gallo I, Albertini, Del Fabbro, Martinis, Lazzer, All. Iosio

CAVAZZO: Taffarel, Pappini, Visintin (Gollino), Bortolanza, Virgilio, Zenoni, Fabbris, Riva, Rossi, Macuglia, Deotto. All. Barburini

ARBITRO: Nuri di Trieste

MARCATORI: al 17’ Lazzer su rigore, al 39’ Rossi; nella ripresa, al 45’ Del Fabbro

 

ENEMONZO, 16 settembre. Lo scudetto carnico, dopo due anni di assenza, ritorna nell’alta Val Tagliamento, per merito dell’Ampezzo che è riuscito a strapparlo dalle maglie del Cavazzo. I neo-campioni, presentatisi a Enemonzo in veste notevolmente rimaneggiata per le assenze di Gianfranco Petris, Fachin, Flamia e Fiorenza, hanno impostato sapientemente la partita, badando a erigere un baluardo davanti a Sacher, per poi cercare il gol con sortite offensive.
Poche sono state, comunque, le azioni di contropiede degli ampezzani, anche perché i loro tre uomini di punta apparivano a disagio di fronte alla potenza fisica della difesa del Cavazzo. E’ scaturita così una partita a senso unico, con i ragazzi di Cappello e Barburini a costruire e gli uomini di Candotti e Iosio a spezzare il ritmo con palle lunghe che non sortivano pericoli per Taffarel e compagni.La condotta di gara dell’Ampezzo, d’altra parte, era giustificata proprio dall’indisponibilità di titolari accusata dal suo attacco, e per l’assenza di Petris, regista del complesso. Alla fine, la parte del leone l’hanno fatta Iosio, sempre scattante e lucido, senz’altro il migliore in campo, l’attento Sacher e l’ottimo di Gallo II, cui, dava man forte anche Cigni. E, quando, nella ripresa, Petris si è preso in consegna Riva, il faro del gioco avversario, allora si è capito benissimo che il Cavazzo, nonostante il suo generoso prodigarsi, non sarebbe passato. E al gol su rigore segnato da Lazzer, l’Ampezzo ne faceva seguire un secondo, quello vincente, quando le lancette del cronometro avevano appena iniziato l’ultimo giro. Forse in questa occasione, anche l’estremo difensore del Cavazzo non è indenne da colpe.  Il Cavazzo esce a testa alta dal confronto, per aver messo in mostra un gioco di ottima fattura.
Il suo difetto è stato proprio di aver insistito con le palle alte scagliate verso l’area avversaria e sulle quali aveva buon gioco la prestanza atletica di Iosio e Cigni. Soltanto in qualche occasione, la squadra  del lago ha cercato l’aggiramento dell’opposta difesa e da una di queste è scaturito il gol. In simili occasioni, infatti, dovrebbe valere piuttosto il gioco svolto dalle ali (e per di più quelle del Cavazzo sono ottime) con il graduale inserimento in avanti dei centrocampisti in sintonia con il movimento delle punte.
La cronaca è limitata ai gol. La prima rete è scaturita da un calcio di rigore, in seguito a un intervento di Virgilio su Lazzer, a pochi passi dal portiere Taffarel. Il Cavazzo ha pareggiato dopo che Deotto, ben servito da Riva, mandava dalla sinistra verso l’area un traversone che Rossi non aveva difficoltà a  correggere in rete. Il gol della vittoria giungeva alla fine.
Dopo una lunga discesa sulla sinistra, Lazzer mandava un prezioso pallone al centro dov’era appostato Del Fabbro. Il capitano con abile tocco mandava la sfera sulla destra di Taffarel, battendolo. 
D.C.                                           
  dal “Messaggero Veneto” di lunedì 17 settembre 1973  

 
       
 

 

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